Di particolare rilievo fu la decorazione della vicentina villa di Giustino Valmarana. Nelle stanze del fabbricato principale, Tiepolo raffigurò alcune celebri opere della letteratura di ogni epoca: l’Iliade, l’Eneide, L’Orlando furioso e la Gerusalemme liberata. Nel Sacrificio di Ifigenia, su una parete dell’atrio, l’artista adottò la soluzione di inserire la scena all’interno di un porticato dipinto.
Con grande teatralità, come su un palcoscenico, è rappresentato il momento di maggiore pathos: la giovane Ifigenia è distesa sull’ara, con il petto nudo mentre sta per essere immolata, tra una folla di astanti, da un sacerdote che stringe nella destra il coltello. Tutti i personaggi volgono lo sguardo al cielo, all’improvviso apparire della dea Diana che, secondo una versione del mito, ordinò di interrompere il sacrificio, mentre sulla sinistra sopraggiunge un puttino con la cerva che verrà sacrificata al posto della fanciulla. L’episodio narrato è giocato sull’illusionismo della composizione, che sembra suggerire la prosecuzione dello spazio oltre i limiti architettonici. Il vivace cromatismo, i giochi chiaroscurali creati attraverso ombre colorate, la leggerezza delle figure e la sagace vena narrativa costituiscono una suprema sintesi dello stile rococò del pittore.
Il Sacrificio d'Ifigenia è un affresco realizzato nel 1757 da Giambattista Tiepolo per la Villa Valmarana ai Nani. Occupa la parete centrale della Sala di Ifigenia. L’artista decise di inserire la scena all’interno di un porticato dipinto, inquadrato da quattro colonne ioniche anch’esse parte dell’illusione, in modo tale da evidenziare la grande teatralità del momento come se si svolgesse su un vero e proprio palcoscenico. Al centro, con sfondo il cielo azzurro, il sacerdote Calcante, circondato da vari personaggi in stravaganti vesti orientali (tra i quali si dice si trovi anche, con vesti settecentesche, il committente Giustino Valmarana), sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. La brocca con l'acqua rituale ai piedi della ragazza e il rogo, entrambi alla sua sinistra, già pronti mentre un servo avanza per raccogliere in un vassoio il sangue della vittima che, distesa sull’ara volge pietosamente gli occhi all’anziano dietro di lei. In disparte nel lato destro del dipinto possiamo notare Agamennone che in dimostranza del suo dolore per l’imminente perdita della figlia, si copre il volto con un mantello rosso. Intento in questo atto è l’unico a non notare ciò che nel frattempo sta per accadere, mentre gli altri presenti girano tutti lo sguardo verso la scena: una vaporosa nube rosacea, la cui illusione sembra superare ogni limite architettonico, sta avanzando verso il luogo del sacrificio, sulla quale possiamo vedere due amorini che conducono la cerbiatta divina che, come inaspettato lieto fine, per volere della dea Diana verrà sacrificata al posto di Ifigenia. Così la fanciulla è salva e sullo sfondo grandi stendardi rossi vengono agitati alla partenza delle navi che finalmente possono salpare. La struttura compositiva presenta leggeri chiaroscuri creatisi attraverso ombre colorate che donano leggerezza alle figure e un delicato gioco cromatico, con la luce diffusa sempre assoluta protagonista e con il colore freddo del cielo che esalta, per contrasto, le tinte invece più calde delle vesti dei personaggi.
Sono Vanessa Lo Bianco È un affresco dipinto da Giambattista Tiepolo nel 1757e situato nella villa Valmarana a Vicenza. Fu realizzato come decorazione per la sala di Ifigenia che è una delle 4 sale presenti in villa In questo affresco sei bianche colonne ioniche, delimitano la scena,sostengono la trabeazione della stanza e racchiudono la scena principale. In questa opera, Tiepolo illustra il Sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, in visione tridimensionale infatti questo affresco lo possiamo dividere in 3parti:al centro c'è il sacerdote Calcante circondato da persone con vesti orientali che sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. Particolari le mani cadenti della fanciulla che simboleggiano l'arresa al proprio destino,mentre l'ascia simboleggia il martirio. Presente anche una brocca con l'acqua rituale tenuta in mano da un servo che avanza per raccogliere in un vassoio il sangue della vittima. Nel secondo piano è rappresentata una folla di persone che osservano la scena ma con lo sguardo rivolto verso l'alto. Tra di loro pare ci sia pure Giustino Valmarana,il committente degli affreschi vestito in maniera settecentesca e con una corta barba. Qualcuno, invece, si è nascosto dietro una colonna, da cui emerge solo un braccio e in disparte c'è Agamennone che chiuso nel suo dolore, si copre il volto con un ampio manto rosso,per non vedere la figlia morta. Mentre il piano sinistro rappresenta l'arrivo di una una vaporosa nuvola rosata e su di essa due amorini conducono una cerbiatta, che, per volere della dea Diana, verrà immolata al posto di Ifigenia. Tutta l'opera è circondata dal cielo che rischiara i personaggi sullo sfondo, la nuvola e le colonne invece sono illuminate da una luce frontale. La pittura è lieve e usa tinte chiare e colorate, con un particolare colore freddo del cielo come contrasto a quello più caldo delle vesti. Fornendo quindi l'idea della luce di una mattina.
In questa opera, Tiepolo illustra il Sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, in visione tridimensionale infatti questo affresco lo possiamo dividere in 3parti:al centro c'è il sacerdote Calcante circondato da persone con vesti orientali che sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. Particolari le mani cadenti della fanciulla che simboleggiano l'arresa al proprio destino,mentre l'ascia simboleggia il martirio. è un affresco realizzato nel 1757 da Giambattista Tiepolo per la Villa Valmarana ai Nani e occupa la parete centrale della Sala di Ifigenia. Nel lato destro del dipinto possiamo notare Agamennone che in dimostranza del suo dolore per l’imminente perdita della figlia, si copre il volto con un mantello rosso. Tutti i personaggi volgono lo sguardo al cielo, all’improvviso apparire della dea Diana che, secondo una versione del mito, ordinò di interrompere il sacrificio, mentre sulla sinistra sopraggiunge un puttino con la cerva che verrà sacrificata al posto della fanciulla.
Sono Alice Mazzuca Il sacrificio di Ifigenia è un affresco dipinto da Giambattista Tiepolo a Venezia nel 1757 situato a Villa Valmarana. Al centro, sullo sfondo di un cielo azzurro terso, il sacerdote Calcante, ,sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. La brocca con l'acqua rituale e il rogo sono pronti e un servo si avanza per raccogliere in un vassoio il sangue della vittima. Alla folla, sulla destra, si è mescolato un personaggio, vestito alla moda settecentesca e con una corta barba, forse il committente degli affreschi, Giustino Valmarana, che sembra entrato in scena senza nemmeno cambiarsi. Qualcuno, invece, si è nascosto dietro una colonna, da cui fa emerge solo un braccio. In disparte, Agamennone, chiuso nel suo dolore, si cela il volto con un ampio manto rosso, in un gesto da consumato attore tragico. È l'unico non si è accorto di quello che sta per succedere; tutti gli altri guardano già verso l'alto. Infatti Tiepolo, ha scelto il momento di maggiore pathos per introdurre una vaporosa nuvola rosata. Sopra la nube due amorini conducono la cerbiatta, che, per volere della dea Diana, verrà immolata al posto di Ifigenia. Ed é proprio qui che si scoprirà che Ifigenia é salva. Dunque l’episodio narrato è giocato sull’illusionismo della composizione , che sembra suggerire la prosecuzione dello spazio oltre i limiti architettonici. Il vivace cromatismo, i giochi chiaroscurali creati attraverso ombre colorate , la leggerezza delle figure e la vena narrativa costituiscono una sintesi dello stile rococò del pittore.
Il dipinto è introdotto da una quadratura classica: sei colonne a fusto liscio fungono da cornice alla scena, quasi teatrale, rappresentata dal Sacrificio di Ifigenia. Oltre il colonnato costituito da capitello ionico, al centro dell’affresco, Calcante, attorniato da una folla virile in antica foggia orientale, sta per trafiggere Ifigenia, e già un servo protende il vassoio destinato a raccogliere il sangue della figlia di Agamennone, implorante e riversa sull'area sacrificale. Tiepolo coglie l’attimo sospeso dell’intervento divino: eccetto i servi, colti di spalle, tutti gli astanti alzano lo sguardo verso sinistra; su una nuvoletta due amorini conducono la cerva che , narra il mito, verrà immolata al posto della fanciulla, inviata da Diana. Un tocco rurale, è offerto dal braccio virile, nudo e robusto, che sbuca aggrappato al colonnato, quasi raggiungendoci in primo piano, pur restando il corpo celato. Nel varco tra le colonne di destra s’intravede un personaggio dallo sguardo attonito, attualizzato nelle vesti grazie ad elementi tipici della moda barocca, il lungo colletto bianco e il taglio di barba, nel quale si può identificare il dotto committente, Giustino Valmarana. All'estrema destra Agamennone cela il volto per non assistere all'uccisione della figlia. Nell'affresco tutto si svolge alla ribalta, quasi come nella scena di un teatro classico. I passaggi sono morbidi e i colori sono liquidi: nello stile sublime caratteristico del tardo Tiepolo. L’intento della scena è quello di rievocare e non turbare. L’affresco condensa in un’unica raffigurazione momenti differiti nel tempo, facendo appello a una conoscenza mitologica. Agamennone, il volto celato, è infatti ignaro dell’atto salvifico, analogamente la cerva non è ancora in scena ma già i vessilli della flotta achea, pronta a salpare alla volta di Troia, si muovono nel vento. Nell'incrociarsi dei segni si attiva la simultaneità di passato, presente e futuro. Tiepolo, inserendosi nella sequenza figurativa che ha attraversato i secoli, si muove con la figura velata di Agamennone lungo due direttrici. Da una parte nasconde il corpo, richiamo, ricorrente nell'estetica barocca, all'indeterminato e all'imperscrutabile. Dall'altra il pittore veneziano opera una torsione significativa rispetto alla tradizione attraverso la postura di Agamennone, altera e statuaria, non dolente, in atteggiamento da guerriero.
L’opera decorativa del Tiepolo, “Affreschi di Villa Valmarana”, presso Vicenza, è un complesso pittorico realizzato per conto della nobile famiglia proprietaria nel 1757 con la collaborazione del figlio Giandomenico e di altri artisti fra i quali spicca il suo quadraturista di fiducia Mengozzi Colonna. Il committente, Giustino Valmarana, uomo di cultura, scelse lui stesso i soggetti: al pianterreno le scene d'amore, tratte dai poemi più celebri di Omero, Virgilio, Ariosto e Tasso, una per ogni sala di questa villa di campagna, e proprio all’ingresso, nella sala principale, si può osservare la scena del “Sacrificio di Ifigenia”, affresco di 350x700cm.
Secondo l’antico mito a cui si ispira quest’opera, Agamennone, padre di Ifigenia prende l’ardua decisione di sacrificare tale alla dea Diana al fine di placare l’ira che egli stesso aveva precedentemente provocato. L’artista decise di inserire la scena all’interno di un porticato dipinto, inquadrato da quattro colonne ioniche anch’esse parte dell’illusione, in modo tale da evidenziare la grande teatralità del momento come se si svolgesse su un vero e proprio palcoscenico. Al centro, con sfondo il cielo azzurro, il sacerdote Calcante, circondato da vari personaggi in stravaganti vesti orientali (tra i quali si dice si trovi anche, con vesti settecentesche, il committente Giustino Valmarana), sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. La brocca con l'acqua rituale ai piedi della ragazza e il rogo, entrambi alla sua sinistra, già pronti mentre un servo avanza per raccogliere in un vassoio il sangue della vittima che, distesa sull’ara volge pietosamente gli occhi all’anziano dietro di lei. In disparte nel lato destro del dipinto possiamo notare Agamennone che in dimostranza del suo dolore per l’imminente perdita della figlia, si copre il volto con un mantello rosso. Intento in questo atto è l’unico a non notare ciò che nel frattempo sta per accadere, mentre gli altri presenti girano tutti lo sguardo verso la scena: una vaporosa nube rosacea, la cui illusione sembra superare ogni limite architettonico, sta avanzando verso il luogo del sacrificio, sulla quale possiamo vedere due amorini che conducono la cerbiatta divina che, come inaspettato lieto fine, per volere della dea Diana verrà sacrificata al posto di Ifigenia. Così la fanciulla è salva e sullo sfondo grandi stendardi rossi vengono agitati alla partenza delle navi che finalmente possono salpare. La struttura compositiva presenta leggeri chiaroscuri creatisi attraverso ombre colorate che donano leggerezza alle figure e un delicato gioco cromatico, con la luce diffusa sempre assoluta protagonista e con il colore freddo del cielo che esalta, per contrasto, le tinte invece più calde delle vesti dei personaggi. Questa opera si può dire sia una suprema sintesi dello stile rococò del pittore veneziano.
Di particolare rilievo fu la decorazione della vicentina villa di Giustino Valmarana. Nelle stanze del fabbricato principale, Tiepolo raffigurò alcune celebri opere della letteratura di ogni epoca: l’Iliade, l’Eneide, L’Orlando furioso e la Gerusalemme liberata. Nel Sacrificio di Ifigenia, su una parete dell’atrio, l’artista adottò la soluzione di inserire la scena all’interno di un porticato dipinto.
RispondiEliminaCon grande teatralità, come su un palcoscenico, è rappresentato il momento di maggiore pathos: la giovane Ifigenia è distesa sull’ara, con il petto nudo mentre sta per essere immolata, tra una folla di astanti, da un sacerdote che stringe nella destra il coltello. Tutti i personaggi volgono lo sguardo al cielo, all’improvviso apparire della dea Diana che, secondo una versione del mito, ordinò di interrompere il sacrificio, mentre sulla sinistra sopraggiunge un puttino con la cerva che verrà sacrificata al posto della fanciulla. L’episodio narrato è giocato sull’illusionismo della composizione, che sembra suggerire la prosecuzione dello spazio oltre i limiti architettonici. Il vivace cromatismo, i giochi chiaroscurali creati attraverso ombre colorate, la leggerezza delle figure e la sagace vena narrativa costituiscono una suprema sintesi dello stile rococò del pittore.
Il Sacrificio d'Ifigenia è un affresco realizzato nel 1757 da Giambattista Tiepolo per la Villa Valmarana ai Nani. Occupa la parete centrale della Sala di Ifigenia. L’artista decise di inserire la scena all’interno di un porticato dipinto, inquadrato da quattro colonne ioniche anch’esse parte dell’illusione, in modo tale da evidenziare la grande teatralità del momento come se si svolgesse su un vero e proprio palcoscenico.
RispondiEliminaAl centro, con sfondo il cielo azzurro, il sacerdote Calcante, circondato da vari personaggi in stravaganti vesti orientali (tra i quali si dice si trovi anche, con vesti settecentesche, il committente Giustino Valmarana), sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. La brocca con l'acqua rituale ai piedi della ragazza e il rogo, entrambi alla sua sinistra, già pronti mentre un servo avanza per raccogliere in un vassoio il sangue della vittima che, distesa sull’ara volge pietosamente gli occhi all’anziano dietro di lei.
In disparte nel lato destro del dipinto possiamo notare Agamennone che in dimostranza del suo dolore per l’imminente perdita della figlia, si copre il volto con un mantello rosso.
Intento in questo atto è l’unico a non notare ciò che nel frattempo sta per accadere, mentre gli altri presenti girano tutti lo sguardo verso la scena: una vaporosa nube rosacea, la cui illusione sembra superare ogni limite architettonico, sta avanzando verso il luogo del sacrificio, sulla quale possiamo vedere due amorini che conducono la cerbiatta divina che, come inaspettato lieto fine, per volere della dea Diana verrà sacrificata al posto di Ifigenia.
Così la fanciulla è salva e sullo sfondo grandi stendardi rossi vengono agitati alla partenza delle navi che finalmente possono salpare.
La struttura compositiva presenta leggeri chiaroscuri creatisi attraverso ombre colorate che donano leggerezza alle figure e un delicato gioco cromatico, con la luce diffusa sempre assoluta protagonista e con il colore freddo del cielo che esalta, per contrasto, le tinte invece più calde delle vesti dei personaggi.
Sono Vanessa Lo Bianco
RispondiEliminaÈ un affresco dipinto da Giambattista Tiepolo nel 1757e situato nella villa Valmarana a Vicenza.
Fu realizzato come decorazione per la sala di Ifigenia che è una delle 4 sale presenti in villa
In questo affresco sei bianche colonne ioniche, delimitano la scena,sostengono la trabeazione della stanza e racchiudono la scena principale.
In questa opera, Tiepolo illustra il Sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, in visione tridimensionale infatti questo affresco lo possiamo dividere in 3parti:al centro c'è il sacerdote Calcante circondato da persone con vesti orientali che sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia.
Particolari le mani cadenti della fanciulla che simboleggiano l'arresa al proprio destino,mentre l'ascia simboleggia il martirio.
Presente anche una brocca con l'acqua rituale tenuta in mano da un servo che avanza per raccogliere in un vassoio il sangue della vittima.
Nel secondo piano è rappresentata una folla di persone che osservano la scena ma con lo sguardo rivolto verso l'alto.
Tra di loro pare ci sia pure Giustino Valmarana,il committente degli affreschi vestito in maniera settecentesca e con una corta barba. Qualcuno, invece, si è nascosto dietro una colonna, da cui emerge solo un braccio e in disparte c'è Agamennone che chiuso nel suo dolore, si copre il volto con un ampio manto rosso,per non vedere la figlia morta.
Mentre il piano sinistro rappresenta l'arrivo di una
una vaporosa nuvola rosata e su di essa due amorini conducono una cerbiatta, che, per volere della dea Diana, verrà immolata al posto di Ifigenia.
Tutta l'opera è circondata dal cielo che rischiara i personaggi sullo sfondo, la nuvola e le colonne invece sono illuminate da una luce frontale.
La pittura è lieve e usa tinte chiare e colorate, con un particolare colore freddo del cielo come contrasto a quello più caldo delle vesti. Fornendo quindi l'idea della luce di una mattina.
In questa opera, Tiepolo illustra il Sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, in visione tridimensionale infatti questo affresco lo possiamo dividere in 3parti:al centro c'è il sacerdote Calcante circondato da persone con vesti orientali che sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia.
RispondiEliminaParticolari le mani cadenti della fanciulla che simboleggiano l'arresa al proprio destino,mentre l'ascia simboleggia il martirio.
è un affresco realizzato nel 1757 da Giambattista Tiepolo per la Villa Valmarana ai Nani e occupa la parete centrale della Sala di Ifigenia.
Nel lato destro del dipinto possiamo notare Agamennone che in dimostranza del suo dolore per l’imminente perdita della figlia, si copre il volto con un mantello rosso.
Tutti i personaggi volgono lo sguardo al cielo, all’improvviso apparire della dea Diana che, secondo una versione del mito, ordinò di interrompere il sacrificio, mentre sulla sinistra sopraggiunge un puttino con la cerva che verrà sacrificata al posto della fanciulla.
Sono Alice Mazzuca
RispondiEliminaIl sacrificio di Ifigenia è un affresco dipinto da Giambattista Tiepolo a Venezia nel 1757 situato a Villa Valmarana.
Al centro, sullo sfondo di un cielo azzurro terso, il sacerdote Calcante, ,sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. La brocca con l'acqua rituale e il rogo sono pronti e un servo si avanza per raccogliere in un vassoio il sangue della vittima.
Alla folla, sulla destra, si è mescolato un personaggio, vestito alla moda settecentesca e con una corta barba, forse il committente degli affreschi, Giustino Valmarana, che sembra entrato in scena senza nemmeno cambiarsi. Qualcuno, invece, si è nascosto dietro una colonna, da cui fa emerge solo un braccio.
In disparte, Agamennone, chiuso nel suo dolore, si cela il volto con un ampio manto rosso, in un gesto da consumato attore tragico.
È l'unico non si è accorto di quello che sta per succedere; tutti gli altri guardano già verso l'alto.
Infatti Tiepolo, ha scelto il momento di maggiore pathos per introdurre una vaporosa nuvola rosata. Sopra la nube due amorini conducono la cerbiatta, che, per volere della dea Diana, verrà immolata al posto di Ifigenia. Ed é proprio qui che si scoprirà che Ifigenia é salva. Dunque l’episodio narrato è giocato sull’illusionismo della composizione , che sembra suggerire la prosecuzione dello spazio oltre i limiti architettonici. Il vivace cromatismo, i giochi chiaroscurali creati attraverso ombre colorate , la leggerezza delle figure e la vena narrativa costituiscono una sintesi dello stile rococò del pittore.
Il dipinto è introdotto da una quadratura classica: sei colonne a fusto liscio fungono da cornice alla scena, quasi teatrale, rappresentata dal Sacrificio di Ifigenia. Oltre il colonnato costituito da capitello ionico, al centro dell’affresco, Calcante, attorniato da una folla virile in antica foggia orientale, sta per trafiggere Ifigenia, e già un servo protende il vassoio destinato a raccogliere il sangue della figlia di Agamennone, implorante e riversa sull'area sacrificale.
RispondiEliminaTiepolo coglie l’attimo sospeso dell’intervento divino: eccetto i servi, colti di spalle, tutti gli astanti alzano lo sguardo verso sinistra; su una nuvoletta due amorini conducono la cerva che , narra il mito, verrà immolata al posto della fanciulla, inviata da Diana. Un tocco rurale, è offerto dal braccio virile, nudo e robusto, che sbuca aggrappato al colonnato, quasi raggiungendoci in primo piano, pur restando il corpo celato. Nel varco tra le colonne di destra s’intravede un personaggio dallo sguardo attonito, attualizzato nelle vesti grazie ad elementi tipici della moda barocca, il lungo colletto bianco e il taglio di barba, nel quale si può identificare il dotto committente, Giustino Valmarana. All'estrema destra Agamennone cela il volto per non assistere all'uccisione della figlia.
Nell'affresco tutto si svolge alla ribalta, quasi come nella scena di un teatro classico. I passaggi sono morbidi e i colori sono liquidi: nello stile sublime caratteristico del tardo Tiepolo. L’intento della scena è quello di rievocare e non turbare. L’affresco condensa in un’unica raffigurazione momenti differiti nel tempo, facendo appello a una conoscenza mitologica. Agamennone, il volto celato, è infatti ignaro dell’atto salvifico, analogamente la cerva non è ancora in scena ma già i vessilli della flotta achea, pronta a salpare alla volta di Troia, si muovono nel vento. Nell'incrociarsi dei segni si attiva la simultaneità di passato, presente e futuro.
Tiepolo, inserendosi nella sequenza figurativa che ha attraversato i secoli, si muove con la figura velata di Agamennone lungo due direttrici. Da una parte nasconde il corpo, richiamo, ricorrente nell'estetica barocca, all'indeterminato e all'imperscrutabile. Dall'altra il pittore veneziano opera una torsione significativa rispetto alla tradizione attraverso la postura di Agamennone, altera e statuaria, non dolente, in atteggiamento da guerriero.
L’opera decorativa del Tiepolo, “Affreschi di Villa Valmarana”, presso Vicenza, è un complesso pittorico realizzato per conto della nobile famiglia proprietaria nel 1757 con la collaborazione del figlio Giandomenico e di altri artisti fra i quali spicca il suo quadraturista di fiducia Mengozzi Colonna.
RispondiEliminaIl committente, Giustino Valmarana, uomo di cultura, scelse lui stesso i soggetti: al pianterreno le scene d'amore, tratte dai poemi più celebri di Omero, Virgilio, Ariosto e Tasso, una per ogni sala di questa villa di campagna, e proprio all’ingresso, nella sala principale, si può osservare la scena del “Sacrificio di Ifigenia”, affresco di 350x700cm.
Secondo l’antico mito a cui si ispira quest’opera, Agamennone, padre di Ifigenia prende l’ardua decisione di sacrificare tale alla dea Diana al fine di placare l’ira che egli stesso aveva precedentemente provocato.
L’artista decise di inserire la scena all’interno di un porticato dipinto, inquadrato da quattro colonne ioniche anch’esse parte dell’illusione, in modo tale da evidenziare la grande teatralità del momento come se si svolgesse su un vero e proprio palcoscenico.
Al centro, con sfondo il cielo azzurro, il sacerdote Calcante, circondato da vari personaggi in stravaganti vesti orientali (tra i quali si dice si trovi anche, con vesti settecentesche, il committente Giustino Valmarana), sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. La brocca con l'acqua rituale ai piedi della ragazza e il rogo, entrambi alla sua sinistra, già pronti mentre un servo avanza per raccogliere in un vassoio il sangue della vittima che, distesa sull’ara volge pietosamente gli occhi all’anziano dietro di lei.
In disparte nel lato destro del dipinto possiamo notare Agamennone che in dimostranza del suo dolore per l’imminente perdita della figlia, si copre il volto con un mantello rosso.
Intento in questo atto è l’unico a non notare ciò che nel frattempo sta per accadere, mentre gli altri presenti girano tutti lo sguardo verso la scena: una vaporosa nube rosacea, la cui illusione sembra superare ogni limite architettonico, sta avanzando verso il luogo del sacrificio, sulla quale possiamo vedere due amorini che conducono la cerbiatta divina che, come inaspettato lieto fine, per volere della dea Diana verrà sacrificata al posto di Ifigenia.
Così la fanciulla è salva e sullo sfondo grandi stendardi rossi vengono agitati alla partenza delle navi che finalmente possono salpare.
La struttura compositiva presenta leggeri chiaroscuri creatisi attraverso ombre colorate che donano leggerezza alle figure e un delicato gioco cromatico, con la luce diffusa sempre assoluta protagonista e con il colore freddo del cielo che esalta, per contrasto, le tinte invece più calde delle vesti dei personaggi.
Questa opera si può dire sia una suprema sintesi dello stile rococò del pittore veneziano.