martedì 14 aprile 2020

Caravaggio_"Vocazione di San Matteo"

Vocazione di San Matteo di Caravaggio - ADO Analisi dell'opera



 Che cosa rappresenta l’opera?


Qual è il linguaggio pittorico utilizzato? 


13 commenti:

  1. Si tratta di un dipinto di Caravaggio di grande importanza, nel quale l’artista dipinge l’istante in cui Cristo sta effettuando la chiamata di Matteo per fargli abbandonare la sua attuale vita e convertirlo in un suo apostolo.
    È dipinto all’interno di una ampia stanza e intorno ad un piccolo tavolo quadrato ci sono cinque personaggi ,l’atmosfera è poco ospitale infatti è  l’oscurità che domina tutta la scena.
    In alto, sulla parete spoglia, si trova una finestra dagli scuri vetri dalla quale entra l'unico raggio di luce  insieme a due uomini che sono  l’Apostolo Pietro e Gesù
    Entrambi indossano tuniche e mantelli.
    San Pietro è raffigurato di schiena, con il volto orientato a sinistra e la mano destra indicante uno dei personaggi seduti intorno al tavolo. Cristo, è  di profilo, il suo volto ha un’espressione serena e sicura e chiama  il futuro apostolo Matteo
    Mentre Matteo è il ragazzo seduto a capotavola, su di una sedia con la spalliera ricurva e appare molto stupefatto.
    Il linguaggio pittorico del dipinto è la pittura barocca italiana

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  2. Sono Alice Mazzuca

    1.La tela, è uno dei dipinti più importanti di Caravaggio e si trova a Roma nella Chiesa di San Luigi dei Francesi. Il quadro , raffigura il momento, narrato nei vangeli, nel quale Gesù incontra Matteo , impegnato nel suo lavoro , e lo invita a seguirlo nella predicazione.
    La scena si svolge in un ambiente limitato, appena rischiarato dalla luce fioca che proviene da una finestra. Matteo è seduto a un tavolo, con altri quattro esattori, per la conta del denaro. Tutti sono abbigliati con vestiti moderni ed è una delle prime volte che si ambienta un evento sacro nel presente e lo si dipinge con estremo realismo.
    Sulla destra due figure irrompono nella scena: Cristo e san Pietro. Con loro entra un fascio di luce che si proietta sugli uomini e si riflette sui volti, le mani e parti dell’abbigliamento, lasciando il resto nell’oscurità. Gesù, col gesto imperioso della mano tesa, indica Matteo, e Matteo indica se stesso, stupefatto di essere proprio lui il prescelto. I due esattori più giovani si volgono verso Cristo ma non colgono la grandezza dell’evento. Gli altri non sollevano neppure la testa e continuano a contare il denaro.
    2. Il linguaggio pittorico è il Barocco italiano.

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  3. La rivoluzione di Caravaggio sta nel naturalismo della sua opera, espresso nei soggetti dei suoi dipinti e nelle atmosfere in cui la plasticità delle figure viene evidenziata dalla particolare illuminazione che teatralmente sottolinea i volumi dei corpi che escono improvvisamente dal buio della scena.

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  4. Una caratteristica dell'arte del Seicento è la pluridirezionalità, nonostante la tendenza a identificare tutta l'arte di questo periodo con il Barocco, bisogna tenere presente che si manifestano tre filoni: naturalista (Caravaggio); classicista (Annibale Carracci), Barocco (Bernini e Borromini).

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  5. 1)Il quadro raffigura l’episodio evangelico in cui Matteo, esattore delle tasse attaccato al denaro, abbandona il suo lavoro per seguire Gesù. La scena si svolge in un ambiente angusto, appena rischiarato dalla luce fioca che proviene da una finestra. Matteo è seduto a un tavolo, con altri quattro esattori, per la conta del denaro. Tutti sono abbigliati con vestiti moderni, come quelli in uso ai tempi di Caravaggio; è una delle prime volte che si ambienta un evento sacro nel presente e lo si dipinge con estremo realismo.
    Sulla destra due figure irrompono nella scena: sono Cristo e san Pietro. Con loro entra un fascio di luce che si proietta sugli uomini, accende i volti, le mani e parti dell’abbigliamento, lasciando il resto nell’oscurità. Gesù, col gesto imperioso della mano tesa, indica Matteo, e Matteo indica se stesso, stupefatto di essere proprio lui il prescelto. I due esattori più giovani si volgono verso Cristo ma non colgono la grandezza dell’evento. Gli altri non sollevano neppure la testa e continuano a contare il denaro. La luce squarcia l’oscurità da diverse angolazioni con violenta intensità drammatica. La luce, nella Vocazione di San Matteo, è il simbolo della Grazia divina che investe tutti gli uomini: solo Matteo però risponde alla chiamata di Gesù. É la trasposizione pittorica del concetto di libero arbitrio: ogni uomo può scegliere se seguire o no la via della salvezza.
    2)Il linguaggio pittorico è la pittura barocca italiana.

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  6. 1) è un opera a sfondo religioso ,in cui Gesù secondo la tradizione evangelica sceglie il gabelliere Matteo quale suo apostolo. La scena è ambientata in un luogo oscuro;all'estrema destra ci sono Cristo,che tende risolutamente il braccio destro in direzione del futuro apostolo e San Pietro,ritratto quasi di spalle che lo accompagna.Matteo è seduto al tavolo con gli altri 4 compagni,è colto nel momento in cui,stupito dall'inaspettato invito,reagisce con un gesto molto naturale,accennando interrogativamente se stesso,come per sincerarsi che il Signore stesse rivolgendosi a lui. Solo Matteo e i 2 giovani di destra si accorgono della presenza di Cristo. La chiamata di Dio è rivolta a tutti gli uomini,ma ciascuno è libero di aderirvi o di respingerla. Simbolica è anche la luce,che sembra irradiarsi alle spalle di Cristo che con il suo braccio teso la proietta simbolicamente sugli altri personaggi.
    2)Il linguaggio pittorico è la pittura barocca italiana
    -Marica Sammarro

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  7. Il dipinto intitolato Vocazione di San Matteo, di Caravaggio, raffigura il momento, narrato nei vangeli, nel quale Gesù incontra Matteo, impegnato nel suo lavoro, e lo invita a seguirlo nella predicazione. La scena si svolge in un luogo oscuro,si accorgono della presenza di Cristo solo Matteo e i ragazzi a destra, possiamo vedere un Matteo incredulo della proposta.
    2} Il linguaggio pittorico è la pittura barocca italiana
    Denise Gabriele

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  8. Opera a sfondo religioso. La scena è ambientata in un locale oscuro; ci sono Cristo, l'Apostolo e San Pietro. Caravaggio utilizza in particolar modo colori caldi, come si può notare per le vesti degli uomini seduti al tavolo. Il Colore caldo è dato anche dalla luce che illumina la stanza.
    Giovanna Marchiotti

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  9. In quest'opera l'artista raffigura la scena in una taverna nella quale Gesù chiama il peccatore Matteo con un gesto imperioso, sottolineato da un fascio di luce che segue la direzione della mano. La luce, viene usata per sottolineare la drammaticità dell'azione. La luce diviene l'elemento che guida l'occhio dell'osservatore e unifica i due gruppi di personaggi: Gesù affiancato da Pietro, simbolo della Chiesa, e Matteo e i suoi compagni, stupito e incredulo rivolge il dito verso di sé. Il peccatore Matteo viene quindi toccato dalla luce, simbolo della Grazia Divina, ed esce dalle tenebre del peccato per entrare nella luce della salvezza. Solo i due giovani al centro della tela alzano lo sguardo verso Gesù , mentre gli altri continuano indifferenti a contare i denari perdendosi nell'avidità dei beni materiali, immagine che sta a significare la libertà di scelta affidata da Dio a tutti gli uomini.
    Il linguaggio pittorico è il Barocco Italiano.
    Silvia Rucchetta

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  10. Il gesto improvviso di Gesù, lo stupore del protagonista e l’indifferenza degli altri: questa è la vera sintesi dell’opera. Quella presa in esame è la prima tela dipinta da Caravaggio destinata ad un pubblico concreto. Attraverso un particolare gioco di luci, che rappresentano la Grazia Divina (la fonte principale infatti proviene da una porta a destra che si trova molto in alto rispetto ai personaggi), Caravaggio racconta un momento fondamentale della storia evangelica (ispirato all’episodio raccontato in Matteo 9,9-13), ovvero la scelta da parte di Cristo di uno dei suoi discepoli. Lo scenario scelto è classico del repertorio caravaggesco: una stanza semplice, buia, semi vuota e incredibilmente realistica. I personaggi indossano abiti tipici del periodo del pittore, mente Cristo e San Pietro portano una lunga veste (gli abiti di Gesù non sono completamente visibili) e non possiedono calzari (segno di santità). Il quadro è anche ricco di precisione: la luce compare e si accende all’arrivo di Cristo, e punta il futuro San Matteo, i dettagli sono curati in maniera folgorante (abiti, monete e armi), inoltre l’ambiente è misero ma fondamentale per la riuscita del miracolo. Sono diversi infine i segni allegorici che il pittore ci lascia in questo dipinto: oltre la luce già citata che porta alla salvezza chi la osserva, anche i gesti dei protagonisti e alcuni oggetti (come gli occhiali di uno dei compagni di Matteo) assumono significati simbolici. In sostanza si tratta di un capolavoro senza precedenti (per quanto riguarda i temi trattati) dipinto da un artista molto controverso che è stato riscoperto solo agli inizi del secolo breve.

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. In quest'opera l'artista raffigura la scena in una taverna nella quale Gesù chiama il peccatore Matteo con un gesto imperioso, sottolineato da un fascio di luce che segue la direzione della mano. La luce, viene usata per sottolineare la drammaticità dell'azione.
    Matteo è seduto a un tavolo, con altri quattro esattori, per la conta del denaro. Tutti sono abbigliati con vestiti moderni, come quelli in uso ai tempi di Caravaggio; è una delle prime volte che si ambienta un evento sacro nel presente e lo si dipinge con estremo realismo.
    Sulla destra due figure irrompono nella scena: Cristo e san Pietro accompagnati da un fascio di luce che si proietta sugli uomini e si riflette sui volti.
    Il linguaggio pittorico è la pittura barocca italiana

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  13. Il dipinto raffigura il momento in cui, secondo la tradizione evangelica, Gesù sceglie l’esattore delle tasse, Matteo quale suo Apostolo. La scena è ambientata in un locale oscuro e disadorno.
    Cristo appena entrato tende risolutamente il braccio destro in direzione del futuro Apostolo e San Pietro, ritratto quasi di spalle, che lo accompagna. Questi ribadisce il gesto del Maestro indicando a sua volta il prescelto con la mano destra. Matteo, seduto al tavolo insieme a quattro compari, è colto nel momento in cui, stupito dall'inaspettato invito, reagisce con un gesto molto naturale, accennando interrogativamente a se stesso.
    Dei cinque personaggi al tavolo solo Matteo e i due giovani di destra si accorgono della presenza di Cristo. Il vecchio in piedi con gli occhiali e l’altro giovane a capo tavola, sono troppo intenti a contare i propri denari per accorgersi di ciò che sta succedendo. La simbologia caravaggesca appare chiarissima: la chiamata di Dio è sempre rivolta a tutti gli uomini ma ciascuna è libero, secondo la propria coscienza, di aderivi o di respingerla decidendo la vera protagonista della tela è comunque la luce. Caravaggio, la immagina provenire da una porta che dà sull'esterno. Si tratta di una luce giallastra che squarcia la penombra del locale mettendone in evidenza la povertà e lo squallore. Grazie a essa le figure assumono volume e risalto, modellandosi in tutto il realismo dei loro particolari.
    Nello stesso tempo, la luce assume anche una funzione simbolica, in quanto si irradia dalle spalle di Cristo che con il suo braccio teso sembra indirizzarla sugli altri personaggi, che a loro volta ne risultano rischiarati e quasi accesi. Si tratta quindi di una luce ideale, la luce della grazia divina.
    La rappresentazione, non presenta alcun riferimento sacro. Essa, infatti, ha più le caratteristiche di una scena di genere, piuttosto che quelle di un evento religioso. Anche l’aureola sospesa sul capo di Cristo, unico indizio della sua natura divina, è appena percepibile.

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Tiepolo_Sacrificio di Ifigenia

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