Vanessa Lo Bianco Apollo insegue Dafne perché è innamorato di lei, Dafne però non ricambia il sentimento dunque scappa e suo padre la trasforma in una pianta di alloro. In quest'opera viene rappresentato Apollo che ha raggiunto Dafne e sta per afferrarla con la mano destra. Apollo è nudo ed è coperto da un panno stretto intorno alla spalla destra e ai fianchi. I suoi capelli sono lunghi e sembra si muovino. Tutto il suo peso è sulla gamba destra che è leggermente piegata mentre la sinistra è più dietro ed è rialzata. Dafne sta correndo in avanti per sfuggire ad Apollo Anche lei viene rappresentata nuda e il suo corpo si sta trasformando in una pianta di alloro. I suoi piedi infatti diventano radici. La corteccia inzia ad avvolgere il suo corpo e le mani si alzano verso il cielo trasformandosi in foglie. Inoltre Dafne tenta di sollevare il suo piede destro ma le risulta difficile perché è già bloccato per terra. Il viso della dea ha un’espressione spaventata infatti ha anche la bocca spalancata per la corsa La cosa che mi colpisce di quest'opera è la trasformazione di Dafne da dea a pianta di alloro.
Alice Mazzuca L’opera rappresenta il gruppo scultoreo composto da due figure principali , Apollo e Dafne. L’artista rappresenta il momento in cui Apollo sta per raggiungere la bellissima ninfa Dafne di cui si era innamorato a causa di una freccia scagliatagli malevolmente da Eros . Dafne pur di sottrarsi alla non corrisposta passione del Dio chiede al padre di essere trasformata in una pianta di Alloro . La levigazione del marmo è perfetta e Bernini riesce a rendere la scultura molto dettagliata conferendo alle due figure un senso di movimento. Apollo riesce a raggiungere, alla fine di una lunga corsa, la bella Dafne e questa, sfiorata dalle dita del giovane, inizia la sua trasformazione in albero. Apollo ha il corpo di un adolescente, con i muscoli in tensione; sbilanciato in avanti, compie una rotazione con il busto per afferrare Dafne. Dafne, invece, intuisce cosa sta accadendo e urla, più per lo stupore che per il dolore: si piega all’indietro, ruota il busto e allarga le braccia in alto. Le sue mani e i capelli prendono la forma di rami e di foglie, le gambe stanno diventando tronco e i piedi radici. Ciò che mi colpisce maggiormente di quest’opera è il forte dinamismo e i volti dei personaggi.
Lui la insegue, ha la gamba sollevata. Lei urla disperatamente. La storia è uno di quegli amori non corrisposti, lui è il dio greco della musica e corre per raggiungere Dafne, perché era stata scoccata la freccia dell'amore e lui si era innamorato. Lei chiede attenzione al padre Peneo, e chiede di essere trasformata in una pianta di alloro. Lui la afferra ma comincia la trasformazione, le mani e i capelli diventano alloro, le dita dei piedi diventano radici, che bloccano la corsa. La sua pelle morbida si trasforma in corteccia. Questa è un’opera dinamica. Bernini lavora per l'osservatore, studia le reazioni dello spettatore.
L’artista traduce in scultura un episodio de Le Metamorfosi di Ovidio. La ninfa Dafne si ribella all’amore del dio greco della musica Apollo. Per sfuggire a questo amore non corrisposto la ragazza chiede aiuto al padre Peneo che, per aiutarla, la trasforma in pianta di alloro nel momento in cui sta per essere afferrata. La scultura è un vero capolavoro dell’arte barocca, commissionata dal cardinale Scipione Borghese. È un’opera giovanile del Bernini che la realizza a soli 25 anni. I soggetti vengono ritratti mentre corrono.Il movimento di Apollo viene reso dalla gamba alzata e dal mantello che svolazza col vento. La sua figura corre lungo una verticale di poco inclinata in avanti, quasi perpendicolare. La torsione del corpo della fanciulla invece segna una linea curva, quasi un semicerchio.Questo perché Dafne ha i piedi improvvisamente bloccati nel terreno, perciò “frenata”. Non appena Apollo le cinge il fianco, infatti, la ragazza sta immediatamente trasformandosi in pianta. È questo il momento esatto che viene immortalato dal Bernini. Dafne spinge il suo bacino in avanti e getta le sue braccia in aria e le dita ed i capelli si trasformano in foglie. Il corpo sta per diventare corteccia, le dita dei piedi delle radici.Lo scultore rappresenta quindi la transizione tra stato umano e vegetale della ragazza con una tecnica ed un realismo incredibili.
Apollo insegue Dafne perché è innamorato di lei, Dafne però non ricambia il sentimento dunque scappa e suo padre la trasforma in una pianta di alloro. La scultura è un capolavoro della scultura barocca commissionata dal cardinale Scipione Borghese. È un’opera giovanile del Bernini che la realizza a soli 25 anni. Il viso della dea ha un’espressione spaventata infatti ha anche la bocca spalancata per la corsa. La levigazione del marmo è perfetta e Bernini riesce a rendere la scultura molto dettagliata conferendo alle due figure un senso di movimento. Dell'opera mi colpisce l'espressività dei volti che danno un senso di realismo
L’artista rappresenta il momento in cui Apollo, sta per raggiungere la bellissima ninfa Dafne di cui si era perdutamente innamorato a causa di una freccia scagliatagli malevolmente da Eros. La sventurata Dafne, pur di sottrarsi alla non corrisposta passione del dio, chiede al padre Penèo di essere tramutata in una pianta di alloro che, in greco, si chiama appunto dàfne. Bernini riesce a conferire alle due figure un senso di movimento prima di allora sconosciuto alla tradizione scultorea. La gamba sinistra di Apollo, appare sollevata dal suolo, mentre il braccio destro spinto all’indietro equilibra lo slancio della corsa. Il leggiadro corpo di Dafne, invece, per sfuggire all’indesiderato abbraccio si inarca in avanti, in un ultimo anelito di libertà. La sfortunata ninfa urla disperata e, mentre Apollo sta già ghermendola con la mano sinistra, i capelli e le mani iniziano a trasformarsi in rami di alloro, le dita dei piedi diventano radici che le bloccano la corsa e la liscia pelle del corpo si è già fatta ruvida corteccia.
Opera mitologica di stile barocco, Apollo e Dafne rappresenta il gruppo scultoreo composto dalle due figure principali, Apollo e Dafne, la ninfa di cui Apollo è molto innamorato. L’artista rappresenta il momento in cui Apollo, il dio greco della musica e delle profezie, sta per raggiungere la bellissima ninfa Dafne di cui si era perdutamente innamorato a causa di una freccia scagliatagli malevolmente da Eros. Dafne pur di sottrarsi alla non corrisposta passione del dio, chiede ed ottiene dal proprio padre Peneo di essere tramutata in una pianta di alloro, che in greco, si chiamava appunto dafne. La levigazione del marmo è perfetta, e il Bernini riesce a rendere la scultura molto dettagliata. Il prevalere delle linee curve sono espedienti grazie ai quali l’artista svincola il proprio linguaggio da quello specifico della scultura, cercando nuovi effetti di tipo pittorico. Essendo una statua di marmo, si vede solo il colore biancastro dello stesso marmo. La luce proviene dalla sinistra della scultura, non vi sono ombre particolari. Bernini riesce a conferire alle due figure un senso di movimento, si noti ad esempio la gamba sinistra di Apollo che appare sollevata dal suolo nell’atto della corsa. Il corpo di Dafne risulta essere leggiadro. Nell'opera Apollo e Dafne, conosciuta anche come Apollo and Daphne, il Bernini ha voluto allontanarsi dai canoni della scultura classica, ed avvicinare la stessa scultura alla pittura: cerca infatti effetti di tipo pittorico, si noti ad esempio la studiata grazia dei panneggi. Il pregio di Gian Lorenzo Bernini è quello di rappresentare in modo realistico, grazie al suo stile, il mito di Apollo e Dafne.
Vanessa Lo Bianco
RispondiEliminaApollo insegue Dafne perché è innamorato di lei, Dafne però non ricambia il sentimento dunque scappa e suo padre la trasforma in una pianta di alloro.
In quest'opera viene rappresentato Apollo che ha raggiunto Dafne e sta per afferrarla con la mano destra.
Apollo è nudo ed è coperto da un panno stretto intorno alla spalla destra e ai fianchi. I suoi capelli sono lunghi e sembra si muovino.
Tutto il suo peso è sulla gamba destra che è leggermente piegata mentre la sinistra è più dietro ed è rialzata.
Dafne sta correndo in avanti per sfuggire ad Apollo
Anche lei viene rappresentata nuda e il suo corpo si sta trasformando in una pianta di alloro. I suoi piedi infatti diventano radici. La corteccia inzia ad avvolgere il suo corpo e le mani si alzano verso il cielo trasformandosi in foglie.
Inoltre Dafne tenta di sollevare il
suo piede destro ma le risulta difficile perché è già bloccato per terra.
Il viso della dea ha un’espressione spaventata infatti ha anche la bocca spalancata per la corsa
La cosa che mi colpisce di quest'opera è la trasformazione di Dafne da dea a pianta di alloro.
Alice Mazzuca
RispondiEliminaL’opera rappresenta il gruppo scultoreo composto da due figure principali , Apollo e Dafne. L’artista rappresenta il momento in cui Apollo sta per raggiungere la bellissima ninfa Dafne di cui si era innamorato a causa di una freccia scagliatagli malevolmente da Eros .
Dafne pur di sottrarsi alla non corrisposta passione del Dio chiede al padre di essere trasformata in una pianta di Alloro .
La levigazione del marmo è perfetta e Bernini riesce a rendere la scultura molto dettagliata conferendo alle due figure un senso di movimento.
Apollo riesce a raggiungere, alla fine di una lunga corsa, la bella Dafne e questa, sfiorata dalle dita del giovane, inizia la sua trasformazione in albero. Apollo ha il corpo di un adolescente, con i muscoli in tensione; sbilanciato in avanti, compie una rotazione con il busto per afferrare Dafne.
Dafne, invece, intuisce cosa sta accadendo e urla, più per lo stupore che per il dolore: si piega all’indietro, ruota il busto e allarga le braccia in alto. Le sue mani e i capelli prendono la forma di rami e di foglie, le gambe stanno diventando tronco e i piedi radici.
Ciò che mi colpisce maggiormente di quest’opera è il forte dinamismo e i volti dei personaggi.
Lui la insegue, ha la gamba sollevata. Lei urla disperatamente. La storia è uno di quegli amori non corrisposti, lui è il dio greco della musica e corre per raggiungere Dafne, perché era stata scoccata la freccia dell'amore e lui si era innamorato. Lei chiede attenzione al padre Peneo, e chiede di essere trasformata in una pianta di alloro. Lui la afferra ma comincia la trasformazione, le mani e i capelli diventano alloro, le dita dei piedi diventano radici, che bloccano la corsa. La sua pelle morbida si trasforma in corteccia. Questa è un’opera dinamica. Bernini lavora per l'osservatore, studia le reazioni dello spettatore.
RispondiEliminaL’artista traduce in scultura un episodio de Le Metamorfosi di Ovidio. La ninfa Dafne si ribella all’amore del dio greco della musica Apollo. Per sfuggire a questo amore non corrisposto la ragazza chiede aiuto al padre Peneo che, per aiutarla, la trasforma in pianta di alloro nel momento in cui sta per essere afferrata. La scultura è un vero capolavoro dell’arte barocca, commissionata dal cardinale Scipione Borghese.
RispondiEliminaÈ un’opera giovanile del Bernini che la realizza a soli 25 anni.
I soggetti vengono ritratti mentre corrono.Il movimento di Apollo viene reso dalla gamba alzata e dal mantello che svolazza col vento. La sua figura corre lungo una verticale di poco inclinata in avanti, quasi perpendicolare.
La torsione del corpo della fanciulla invece segna una linea curva, quasi un semicerchio.Questo perché Dafne ha i piedi improvvisamente bloccati nel terreno, perciò “frenata”. Non appena Apollo le cinge il fianco, infatti, la ragazza sta immediatamente trasformandosi in pianta. È questo il momento esatto che viene immortalato dal Bernini. Dafne spinge il suo bacino in avanti e getta le sue braccia in aria e le dita ed i capelli si trasformano in foglie.
Il corpo sta per diventare corteccia, le dita dei piedi delle radici.Lo scultore rappresenta quindi la transizione tra stato umano e vegetale della ragazza con una tecnica ed un realismo incredibili.
Apollo insegue Dafne perché è innamorato di lei, Dafne però non ricambia il sentimento dunque scappa e suo padre la trasforma in una pianta di alloro. La scultura è un capolavoro della scultura barocca commissionata dal cardinale Scipione Borghese. È un’opera giovanile del Bernini che la realizza a soli 25 anni.
RispondiEliminaIl viso della dea ha un’espressione spaventata infatti ha anche la bocca spalancata per la corsa.
La levigazione del marmo è perfetta e Bernini riesce a rendere la scultura molto dettagliata conferendo alle due figure un senso di movimento.
Dell'opera mi colpisce l'espressività dei volti che danno un senso di realismo
L’artista rappresenta il momento in cui Apollo, sta per raggiungere la bellissima ninfa Dafne di cui si era perdutamente innamorato a causa di una freccia scagliatagli malevolmente da Eros. La sventurata Dafne, pur di sottrarsi alla non corrisposta passione del dio, chiede al padre Penèo di essere tramutata in una pianta di alloro che, in greco, si chiama appunto dàfne.
RispondiEliminaBernini riesce a conferire alle due figure un senso di movimento prima di allora sconosciuto alla tradizione scultorea. La gamba sinistra di Apollo, appare sollevata dal suolo, mentre il braccio destro spinto all’indietro equilibra lo slancio della corsa. Il leggiadro corpo di Dafne, invece, per sfuggire all’indesiderato abbraccio si inarca in avanti, in un ultimo anelito di libertà. La sfortunata ninfa urla disperata e, mentre Apollo sta già ghermendola con la mano sinistra, i capelli e le mani iniziano a trasformarsi in rami di alloro, le dita dei piedi diventano radici che le bloccano la corsa e la liscia pelle del corpo si è già fatta ruvida corteccia.
RispondiEliminaOpera mitologica di stile barocco, Apollo e Dafne rappresenta il gruppo scultoreo composto dalle due figure principali, Apollo e Dafne, la ninfa di cui Apollo è molto innamorato. L’artista rappresenta il momento in cui Apollo, il dio greco della musica e delle profezie, sta per raggiungere la bellissima ninfa Dafne di cui si era perdutamente innamorato a causa di una freccia scagliatagli malevolmente da Eros.
Dafne pur di sottrarsi alla non corrisposta passione del dio, chiede ed ottiene dal proprio padre Peneo di essere tramutata in una pianta di alloro, che in greco, si chiamava appunto dafne. La levigazione del marmo è perfetta, e il Bernini riesce a rendere la scultura molto dettagliata. Il prevalere delle linee curve sono espedienti grazie ai quali l’artista svincola il proprio linguaggio da quello specifico della scultura, cercando nuovi effetti di tipo pittorico. Essendo una statua di marmo, si vede solo il colore biancastro dello stesso marmo. La luce proviene dalla sinistra della scultura, non vi sono ombre particolari. Bernini riesce a conferire alle due figure un senso di movimento, si noti ad esempio la gamba sinistra di Apollo che appare sollevata dal suolo nell’atto della corsa. Il corpo di Dafne risulta essere leggiadro. Nell'opera Apollo e Dafne, conosciuta anche come Apollo and Daphne, il Bernini ha voluto allontanarsi dai canoni della scultura classica, ed avvicinare la stessa scultura alla pittura: cerca infatti effetti di tipo pittorico, si noti ad esempio la studiata grazia dei panneggi. Il pregio di Gian Lorenzo Bernini è quello di rappresentare in modo realistico, grazie al suo stile, il mito di Apollo e Dafne.